Eruzione di lapilli e incendio nel vulcano a Stromboli
Un forte boato e l’eruzione di lapilli dai crateri del vulcano hanno sorpreso un centinaio di escursionisti nell’isola di Stromboli.
I turisti sono stati accompagnati dalle guide nel piccolo villaggio di
Ginostra. Non ci sono stati feriti, ma solo tanta paura anche per i
pochi abitanti dell’isola. Il boato infatti ha fatto tremare i vetri
delle case. Nella sommita’ del vulcano si e’ sviluppato un incendio, al
momento non desta preoccupazione perche’ il vento spira verso l’alto.
Domani all’alba e’ previsto l’intervento dei Canadair. Esperti e
soccorritori, comunque, stanno monitorando la situazione.(ANSA).
STROMBOLI
Lo Stromboli attualmente si trova in uno stato di attività eruttiva persistente, con esplosioni di medio-bassa entità da diverse bocche eruttive nell’area craterica sommitale. Nel mese di giugno 2010, l’attività si è svolta con le consuete minori fluttuazioni.
Nel pomeriggio del 30 giugno 2010 è avvenuta un’esplosione di forte intensità (16:34:48 UTC) dalla bocca più settentrionale della terrazza craterica del vulcano Stromboli, provocando una consistente ricaduta di bombe vulcaniche e blocchi litici sulla Sciara del Fuoco. La prima ricognizione effettuata dalle guide vulcanologiche ha permesso di appurare che i prodotti ricaduti su un’ampia porzione dell’area sommitale e fino alla vegetazione (quota 600), dove hanno causato piccoli incendi, erano presenti in numero molto limitato in particolare i prodotti iuvenili (bombe e lapilli) mentre sono stati rilevati un numero leggermente maggiore di blocchi litici.
L’attività stromboliana è proseguita senza soluzione di continuità dopo l’evento anche se con esplosioni d’intensità bassa alla frequenza di 4-5 eventi/h
VULCANO
Vulcano attualmente si trova in uno stato di quiescenza. Le temperature delle fumarole, misurate sull’orlo craterico, sono rientrate su valori più contenuti dopo l’incremento registrato a settembre-ottobre 2009. Non si osservano anomalie nei parametri geochimici nelle zone più periferiche (suoli dell’area di Vulcano Porto e acquiferi termali).
Fonte INGV di Catania






